La separazione giudiziale
Quando non si può ricorrere alla separazione consensuale, ovvero quando i due coniugi non si trovano d'accordo su tutte le questioni importanti, è necessario fare ricorso alla "separazione giudiziale", che può essere richiesta anche da uno solo dei due.
La separazione giudiziale
Con la separazione giudiziale si può richiedere anche l'addebito della separazione: qualora si riesca ad accertare che una delle due parti abbia violato gli obblighi che derivano dal matrimonio (vivere sotto lo stesso tetto, fedeltà, cura dei figli, etc), e che proprio uno di questi motivi sia stato la causa della cessazione del rapporto fra i due coniugi, la parte colpevole perde il diritto all'assegno di mantenimento e la maggior parte dei diritti successori.
Come nel caso di separazione consensuale, anche la separazione giudiziale prevede una prima udienza in cui entrambi i coniugi devono comparire davanti al presidente del Tribunale, il quale potrà, qualora sia necessario, stabilire quali siano i provvedimenti più urgenti per tutelare il coniuge più debole ed i figli.
In seguito, la questione assume le forme del rito ordinario ed il provvedimento finale diventa una vera e propria sentenza che andrà a regolare i rapporti fra i coniugi.
Già dopo la prima udienza c'è la possibilità di dichiarare un'immediata separazione tra i coniugi anche se con sentenza non definitiva, e successivamente valutare le questioni su cui non si trovano gli accordi: in questo modo, il divorzio può essere richiesto anche prima che venga emessa la sentenza finale.
La separazione giudiziale prevede la possibilità che, anche se in corso, si trasformi in separazione consensuale, mentre il contrario non può avvenire: fatti che vanno a modificare la situazione di un coniuge o dei figli possono essere usati per modificare o revocare le condizioni stabilite in sede di separazione giudiziale.
Fonte articolo: www.separazione-divorzio.com
Redattore Alessia Demofonti
08 / 02 / 2010